L'Università a Gela

Uno dei punti di partenza, fondamentale, per consentire alla città di rinascere, e non solo dal punto di vista culturale è sicuramente l’Università.

Istituire un Consorzio Universitario del Golfo deve essere per Gela una priorità per troppi motivi.

I cambiamenti sarebbero tanti, i vantaggi maggiori.

L’arricchimento sicuramente non sarebbe solo economico, bensì anche umano.

Perché Gela è un paese, anzi, una città che deve essere stimolata, spronata, una città che deve essere destata dal suo sonno profondo, dal suo stato comatoso.

E tocca a chi se non ai giovani ridar vitalità e colore a una città grigia, con la loro inventiva, con la loro voglia di vita, con la loro voglia di cambiamento, con la loro voglia d’innovazione sempre rispettosa della tradizione.

L’università a Gela, ovviamente, non sarebbe solo destinata ai soli gelesi, anzi, ma servirebbe a bloccare anche parzialmente  l’emorragia di studenti verso altre città.

Non facciamo altro che arricchire queste città con i nostri ragazzi migliori che si ritrovano ad essere lontani proprio negli anni in cui la loro qualità creativa è ai massimi livelli e non è ancora inquinata da biechi interessi personali.

Sarebbe facile chiedersi: perché andare all’università di Gela e non di CT o PA, per esempio?

Certo la logica imporrebbe scelte scontate, anche se Enna insegna.

È per questo che bisognerà fare delle scelte ponderate sulla facoltà da inserire nel contesto storico-sociale cittadino, cercando di scegliere facoltà cui Gela in particolar modo possa dare quel qualcosa in più o di diverso o ancora di nuovo rispetto alle altre città.

Nel contempo diventa necessario garantire un servizio universitario qualitativamente ottimo.

Una cosa è certa: con delle facoltà si darebbe vita ad un effetto a catena che porterebbe alla nascita di attività commerciali, artistiche e culturali, allo sviluppo turistico, al miglioramento dei sevizi urbani e non.

In poche parole al miglioramento di Gela.